| Missione 2008 |
Molte sono le novità di ritorno dalla nostra missione attuale in Madagascar.
La prima riguarda il viaggio perché finalmente, dopo anni ed anni di attesa, un tratto della pista che collega Ihosy con Isonala, è stata messa a posto, in parte anche asfaltata. Questo ha drasticamente ridotto le ore necessarie per raggiungere l'ospedale; invece delle solite 8-10 ore, siamo scese a 6-7!!! Il nostro entusiasmo è alle stelle e ci capiranno i volontari che negli anni scorsi si sono cimentati con noi su questa pista.
La speranza è che i lavori continuino e che finalmente, i 200 Km che collegano Ihosy ad Isoanala, possano essere percorsi ad un velocità decente ed in tempi più ristretti!!!
Se così fosse sarebbe possibile partendo dalla capitale presto al mattino, raggiungere la meta finale, in una sola giornata anzichè in due come è avviene tutt'ora.
La seconda riguarda l'ampliamento del personale, con l'acquisizione di un'altra infermiera che si aggiunge alla due già presenti.
Siamo sempre invece, alla ricerca di un chirurgo che si affianchi alla Dr Nirina perché l'attività del dentro sta aumentando di anno in anno. Naturalmente, come già sottolineato in altre occasioni, non è cosa semplice perché i pochi chirurghi formati, presenti in Madagascar, preferiscono lavorare in Capitale o nelle grosse città, in cliniche private, pagati profumatamene, piuttosto che venire nel nostro centro, dove si è completamente isolati dal resto "del mondo" sopratutto nella stagione delle piogge. Noi comunque, continuiamo nella nostra ricerca e speriamo che il 2008 sia un anno di buone novità in tal senso.
Ultima novità è la costruzione di un nuovo edificio nel giardino dell'ospedale e che accoglierà il reparto di pediatria con 14 letti e il reparto di Medicina con 5 letti.
L'ampliamento della struttura ospedaliera è legato al crescere dell'attività non solo chirurgica, ma anche medica ed in modo particolare alle sempre maggiori necessità di ospedalizzare bambini con patologie varie.
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| Corsi intensivi al personale paramedico(primavera2006) |
Quest’anno abbiamo voluto organizzare dei corsi intensivi su argomenti di particolare interesse, rivolti allo staff medico e paramedico d’Isoanala ed anche a partecipanti esterni, interessati agli stessi.
L’esperienza è stata gratificante per tutti, “docenti” e “studenti”.
Vi hanno aderito il dr. Daniel (anestesista), la dr.ssa Nirina (medico chirurgo), Benedicte (infermiera d’Ampahimanga), Virginie e Suor Rosette (infermiere d’Isoanala), Odette e Suor Emeline (infermiere di Betroka), il sig. Rarivoson (laboratorista d’Isoanala).
Il programma dei corsi è stato molto intenso la prima settimana, con lezioni teorico – pratiche, distribuite durante tutto l’arco della giornata ed è stato ridotto dalla seconda alla quarta settimana quando l’attività chirurgica è divenuta molto intensa e quindi difficile da conciliarsi con altri impegni.
Sono state tenute lezioni di tecniche laboratoristiche. Sono state insegnate le basi per la preparazione e lettura dei vetrini per la ricerca dei più comuni agenti patogeni presenti sul territorio. Ogni partecipante dopo la preparazione dei vetrini, si è cimentato al microscopio per applicare le nozioni acquisite.
E’ stato svolto un corso base di Elettrocardiografia con esecuzione di numerosi elettrocardiogrammi a pazienti o volontari e successivo studio collegiale degli stessi per interpretarli.
Sono state svolte lezioni di microbiologia, sugli antibiotici e sul loro corretto utilizzo.
Un corso personalizzato d’ecografia ginecologica è stato proposto alla Dr. Nirina, la quale ha raggiunto un buon livello di preparazione ed è attualmente autonoma nella diagnostica di base.
Per terminare, è stato organizzato un corso di computer con insegnamento del programma di scrittura Word. In tal senso, sono stati davvero utili i due computer in dotazione all’ospedale che, sebbene piuttosto obsoleti, hanno in ogni caso svolto egregiamente il loro dovere.
Che i corsi siano stati molto graditi da chi vi ha partecipato, c’è stato ampiamente dimostrato dalla puntualità alla lezioni, dalla partecipazione e dall’attenzione dei partecipanti
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| Un Abbraccio dai Bimbi di Ponte Nuovo ai Bimbi d’Isoanala(primavera2006) |
Anche quest’anno, abbiamo portato ad Isoanala ed ai bimbi ricoverati nell’ospedale, un saluto ed un abbraccio ideale da parte di tutti gli alunni della scuola elementare Santa Beretta Molla di Ponte Vecchio di Magenta.
E’ il secondo anno che grazie alle splendide iniziative realizzate in questa scuola, la nostra associazione riceve un contributo molto generoso che ci aiuta a sostenere le tante spese per il centro chirurgico.
Nel 2004 in occasione del Santo Natale, gli alunni hanno allestito all’interno dell’edificio scolastico, dei banchetti dove sono stati esposti oggetti da loro realizzati: portacandele, centrotavola, oggettistica in decoupage,… .
A Natale 2005, i genitori dei bimbi invece hanno realizzato un divertente spettacolo teatrale.
In entrambe le occasioni le offerte ricevute ci sono state donate per un totale di 1.800 euro.
Di là della generosa offerta, in entrambe le occasioni, ai nostri volontari che a distanza di pochi mesi sono scesi in Madagascar, è stato consegnato un ricordo di questi bambini, ricordo da consegnare ai loro coetanei di un paese tanto lontano.
La prima volta, si è trattato di un bellissimo poster realizzato su cartone, con all’interno, una splendida poesia piena di speranza ed i nomi di tutti gli alunni ed all’esterno, tante mani che volevano essere un saluto ed un abbraccio ai loro coetanei.
Quest’anno, è stata invece consegnata una grande lettera dove ogni bimbo aveva disegnato il proprio volto e messo la propria firma.
I due regali, messi in valigia, hanno fatto il lungo viaggio di 13.000 km che separa Ponte Vecchio da Isoanala e lì, sono arrivati.
Ringraziamo ancora di cuore questi ragazzi e le loro insegnanti, per quanto hanno voluto offrire all’associazione e tramite essa, alle tante persone e bambini d’Isoanala e dintorni
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| MISSIONE Febbraio2005 |
16 febbraio ore 5 e 15, aeroporto di Malpensa, Italia.
Stiamo facendo il ceck-in, sempre in ambasce per i chilogrammi in eccesso dei nostri bagagli.
Chissà se ci faranno dei problemi o riusciremo alla fine a portare tutto il
materiale a destinazione!?
Siamo in cinque, un medico e quattro infermieri. Il chirurgo e la
laboratorista ci aspettano a Parigi. Loro s'imbarcano a Torino.
Ore 10,30, il gruppo si è ritrovato al Charles de Gaulle e ci apprestiamo a
salire sul Boing 740. Destinazione finale che raggiungeremo in 10 ore, l'
aeroporto d'Antananarivo in Madagascar.
Il viaggio è tranquillo. Unica nota di colore, due spagnoli già ubriachi
alla partenza, che parlano a gran voce in un qualche dialetto locale.
Il volo ci servirà per cominciare a conoscerci, perché due sono con noi per
la prima volta. E' anche il loro battesimo "in missione".
All'aeroporto d'Antananarivo, Tanà, per chi da molti anni come noi la
conosce, ci sentiamo dei privilegiati: ad attenderci c'é Suor Annick, una
francese che intrallazza da anni con tutto il personale aeroportuale e ci
aiuta a sbrigare le formalità doganali, compreso il controllo dei bagagli in
un battere di ciglia. Non sempre siamo così fortunati.
Ore 24°° provati dal lungo viaggio ci addormentiamo di sasso.
Programma per il giorno seguente: riprendere l'aereo con destinazione Fort
Dauphin dove arriveremo nel primo pomeriggio e poi il fuoristrada con
destinazione finale Isoanala.
La strada per Isoanala è asfaltata per i primi 120 Km, poi comincia la
pista: 230 km ad una velocità media di 20 km orari.
Partiti alle ore 16°°, arriveremo alla meta finale alle cinque del mattino
successivo.
Lungo la strada, nel tratto il cui la foresta littoranea comincia ad essere
sostituita dalla foresta spinosa, scorgiamo sull'asfalto, un giovane dall'
età apparente di 20-25 anni, deceduto da poco.
Sembra sia caduto dalla bicicletta e morto per il trauma subito. Forse era
ubrico o forse come succede anche da noi, un pirata della strada l'ha urtato
e fatto cadere.
Nel frattempo sta cominciando a piovere. E' il ciclone in transito sulla
costa est, la cui coda arriva fino a noi.
Della gente, attorno al morto, commenta il fatto, ma nessuno osa spostare
quel corpo che dovrà aspettare ore ed ore l'arrivo dei gendarmi,
inzuppandosi d'acqua e polvere.
Quando comincia a tramontare il sole ormai siamo sulla pista e le buche
mettono a dura prova il nostro corpo ed anche lo spirito.
Stiamo attraversando la regione degli Antandroi, una delle 18 tribù
malgasce. Sono conosciuti come gente coraggiosa e per questo motivo, sono
assunti come guardiani da gente benestante che vive nelle grandi città.
Le loro case sono poverissime. Capanne costruite con listelli di legno,
rialzate da terra e talmente fragili che il vento le inclina. Sono come
piccoli torri di Pisa.
Servono solo come riparo dalla poggia e per dormire. Tutto il resto dell'
attività famigliare si svolge all'aperto.
Siamo circondati dalla foresta spinosa, una delle bellezze naturali di
questo paese. Qui si trovano diverse varietà di cactus uniche sulla terra e
qui vive la testuggine stellata. Altra meraviglia.
Non fa caldo lungo la pista, grazie alla pioggia che imperterrita ci
accompagna.
Non c'è neppure tanta polvere, polvere che durante il giorno s'infiltra
attraverso qualunque fessura dell'auto, si attacca alla gola, entra nelle
orecchie e nel naso, ti colora i capelli e ti abbronza la pelle come una
crema auto abbronzante.
Albeggia e siamo ormai arrivati.
L'ospedale in cui ci troviamo, è una piccola struttura che sorge
letteralmente nel mezzo del nulla.
Ha 30 posti letto, un laboratorio ben attrezzato per le esigenze del posto,
un ecografo ed una sala operatoria.
L'equipe italiana viene per un mese, due, tre volte l'anno. Non solo medici
ed infermieri, anche falegnami, idraulici, elettricisti, tuttofare. Dipende
dalle esigenze.
Quando ripartiamo il centro rimane aperto e ci sono due chirurghi malgasci
con Daniel, l'anestesista, che continuano l'attività.
Non sono autonomi sui grossi interventi e su tutta la patologia chirurgica,
ma grazie agli specialisti che vengono, con il tempo, sapranno gestire tutto
il lavoro chirurgico e la nostra presenza non sarà più necessaria.
L'importante, per il momento, è che sappiano far fronte alle urgenze
chirurgiche più comuni e talvolta banali ma che qui sono ancora causa di
morte come un'appendicite acuta od un parto cesario.
Il centro sorge nella regione di Betroka che letteralmente significa "Grande
Pancia".!
Ci troviamo, infatti, nel centro della bilarziosi, una malattia endemica in
questo paese. La gente la contrae quando va a lavarsi od a lavare i pochi
indumenti che possiede, nel fiume che attraversa la zona.
Questo fiume che durante la stagione delle piogge straripa ed in quella
secca si riduce ad un rigagnolo, è fonte di vita perché permette l'
irrigazione delle risaie che a decine costellano i dintorni.
E' però, anche fonte di malattia e morte per la presenza del parassita che
trasmetta la malattia.
Questa determina un importante e progressivo ingrossamento della milza, con
grave anemizzazione e facilità a contrarre infezioni. Sono queste grosse
milze che causando un ingrossamento dell'addome hanno dato il nome alla
regione.
Due anni or sono, ne abbiamo rimossa una di ben 5,8 kg. Una milza normale
pesa pochi etti.
Sono già 4, gli ammalati ricoverati in attesa di splenectomia.
Proprio per le dimensioni della milza e le condizioni scadenti in cui la
malattia avanzata conduce i malati, l'intervento è sempre un'incognita e
difficoltoso.
Fortunatamente tutti se la caveranno senza problemi. |


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| MISSIONE Marzo2004 |
Il gruppo partito a marzo era veramente « ingombrante » ! Ben undici
persone di cui quattro alla loro prima esperienza di siffatto genere.
Un gruppo molto eterogeneo con due studenti di medicina all’ultimo anno, Fabio
e Simona, tre infermieri, Mauro, Fausto e Mariangela, ed i soliti
noti, Marco il chirurgo, Loredana la ginecologa e Marina, l’anestesista.
All’inizio della missione eravamo tutti un po’ tesi perché riuscire
a mettere d’accordo tante teste e farle lavorare insieme, integrandole
l’una con l’altra, non sembrava cosa semplicissima. Per tale motivo,
già durante il viaggio, erano stati assegnati i compiti per cercare
di arrivare ad Isoanala ognuno con un “settore” cui dedicarsi. Mauro
avrebbe dovuto occuparsi dei pazienti esterni in aiuto a Virginie
(l’infermiera locale), Fausto e Mariangela del lavoro in corsia
con Suor Irene, Fabio e Simona, sarebbero stati destinati alla sala
operatoria con compiti da più “umili” (lavare i ferri chirurgici)
ad altri più soddisfacenti, quale fare da assistenti durante gli
interventi chirurgici. Ma iniziamo con il viaggio che quest’anno
è stato particolarmente difficoltoso, ma anche molto divertente.
Dobbiamo dire innanzitutto che per la prima volta avevamo organizzato
di prendere un volo interno che dalla capitale, Antananarivo, ci
avrebbe portati fino a Fort Dauphin (bellissima cittadina sull’oceano)
dove Suor Carmelina ci aspettava con due fuoristrada per trasportarci
a destinazione. Secondo i nostri calcoli (sic!sic!sic!), questo
ci avrebbe permesso di arrivare ad Isoanala in meno di 48 ore, discretamente
riposati e quindi pronti ad iniziare immediatamente l’attività e
non come gli altri anni, in cui il viaggio di due giorni, in fuoristrada,
ci vedeva arrivare praticamente sconvolti (la pista è veramente
molto dura). Invece il primo intoppo: la nostra prenotazione non
risultata e l’aereo partiva senza di noi! Il prossimo disponibile
sarebbe stato dopo cinque giorni: un’enormità visto la nostra permanenza
di sole 4 settimane! Morale della favola: era necessario noleggiare
delle macchine per proseguire il viaggio. Detto, fatto! Il viaggio
si svolgeva tranquillamente fino all’inizio della pista. Da quel
momento in poi “di tutto e di più”! L’inesperienza di guida sulla
pista degli autisti e la non perfetta tenuta delle macchine (una
aveva ben 180.000 Km alle sue spalle!), determinavano vari inconvenienti
ed intoppi: l’impantanamento di una vettura, la rottura di una ruota,…..
La velocità di “crociera” si riduceva in modo drammatico: 5-10 km
orari. Solitamente con i fuoristrada di suor Carmelina ed i suoi
abili autisti, la velocità si aggira sui 20-30 km/ ora. Il risultato:
all’arrivo ad Isoanala, dopo ben 3 tre giorni di macchina, tutti
eravamo un poco provati!!! Credo però che questo viaggio, in cui
spesso e volentieri ognuno di noi ha pensato di rimanere in panne
definitivamente e nel mezzo del nulla, abbia temprato il gruppo
che è rimasto compatto ed affiatato per tutto il resto del soggiorno.
Ognuno ha dato una mano nel proprio campo ed ha aiutato gli altri
se c’era necessità. Sicuramente ad Isoanala, la novità di quest’anno
è stato l’arrivo di un infermiere anestesista che è stato valutato
durante la missione ed è stato poi assunto. Attualmente affianca
i due medici, completando lo staff della sala operatoria. Numerosi
sono stati gli interventi chirurgici eseguiti: splenectomie, ernie
inguinali ed ombelicali, interventi sui pazienti lebbrosi, asportazioni
di fibromi uterini, un parto cesario,….. Una conferma è stato invece
il vedere come il piccolo laboratorio lavori bene grazie al laboratorista
locale Messieur Rarivoson. Per finire abbiamo ritrovato i pazienti
affetti da cronoblastomicosi già in trattamento da alcuni mesi.
Sicuramente la terapia ha dato notevoli risultati, ma l’estensione
delle lesioni, non ne ha ancora permesso la guarigione definitiva
e quindi la terapia continuerà ancora per alcuni mesi. Contemporaneamente
altre persone affette dalla stessa micosi, sono arrivate all’ospedale
che come già detto è l’unico in tutto in Madagascar che tratta tale
patologia. La nostra speranza è di poterlo continuare a fare considerati
i costi elevati del trattamento stesso.
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| CONSUNTIVO 2003 |
Carissimi amici, questi dodici mesi sono stati ricchi lavoro e di soddisfazioni.Gli
obiettivi realizzati sono stati diversi; il più importante
è stato certamente l'apertura stabile del centro chirurgico
d'Isoanala, dove attualmente lavorano a tempo pieno, il dr. Daniel
e la Dr.ssa Nirina.
Trovare dei medici, non solo disponibili a vivere in un posto così
isolato, ma sopratutto preparati, non è stato semplice, ma
il continuare a crederci e l'impegno messoci, ci hanno dato ragione.
Questi due giovani medici malgasci permetteranno alla sala operatoria
di funzionare in modo continuato.
Diventeranno quindi un ricordo, le molte storie drammatiche sentite
raccontare e le tante morti inaccettabili: quella per una banale
appendicite, per una gravidanza extrauterina, per un parto podalico,
..
L'apertura definitiva del centro, d'altra parte, sarà un
grosso impegno per la necessità di rifornirlo di tutto il
materiale indispensabile per il suo buon funzionamento: dai fili
di sutura, ai medicinali, alle attrezzature per la sala operatoria,
ai reattivi per il laboratorio.
Di quest'ultimo, è stato completato lo strumentario con l'arrivo
e la messa in funzione di un apparecchio donatoci da un ospedale
e che serve per la determinazione degli elettroliti plasmatici ed
urinari.
Grazie alla vostra generosità, inoltre, abbiamo potuto acquistare
una grossa parte dei fili di sutura per far fronte alle necessità
dell'anno appena iniziato, oltre alla lampada scialitica ed ad un
frigorifero a pannelli solari per conservare i reattivi di laboratorio
e le trasfusioni di sangue.
Un altro obiettivo raggiunto è stato quello di poter sottoporre
a trattamento numerose persone affette da cronoblastomicosi, una
grave infezione della pelle che determina lesioni e danni permanenti,
se non trattata tempestivamente.
Un'importante ditta farmaceutica, infatti, ci ha fatto dono di un
discreto quantitativo del farmaco molto costoso, utilizzato per
curare questa patologia.
Hanno attualmente terminato il trattamento che ha una durata variabile
dai sei agli otto mesi, ber dieci pazienti, ma speriamo di poterne
trattare altrettanti nel prossimo anno.
Altro traguardo importante è stato portare ad Isoanala due
tecnici ortopedici che in due mesi, hanno insegnato al personale
del luogo, a confezionare scarpe ortopediche per i bambini operati
di malformazioni ossee ai piedi o per le conseguenze della poliomielite.
Per quanto concerne gli ambulatori che sosteniamo nel nord del paese,
in collaborazione con le Suore Francescane, abbiamo inviato tutto
l'occorrente per attrezzare l'ambulatorio d'Ampahimanga: dai farmaci,
alla stufa a secco, a dei set chirurgici per effettuare della chirurgia
di base. Con la speranza che anche il 2004 possa permetterci di
realizzare altrettanti obiettivi, vi ringrazio come sempre della
vostra disponibilità e generosità.
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| FRIGORIFERO A BEGOGO PER I MEDICINALI |
Siamo ruisciti a realizzare un altro sogno: nell'ambulatorio
medico di Begogo è operativo il frigorifero
a pannelli solari che la nostra associazione ha acquistato nel
2003.
Riportiamo alcune frasi della lunga lettera di ringraziamento inviataci
dai responsabili del centro.
" [
] Un frigorifero a pannelli solari munito dei suoi
accessori ed offerto gentilmente al Centro Sanitario di Base di
Begogo,[
]. Abbiamo l'onore, a nome di tutti i bambini
e dei loro genitori, di inviarvi i nostri sinceri e calorosi ringraziamenti
per la vostra donazione [
] il centro di approvvigionamento
dei vaccini e del petrolio si trova a Iakora, capoluogo di distretto,
lontano da Begogo 90 Km e difficile da raggiungere per la geografia
montuosa della regione, per lo spostamento obbligatorio a piedi
e per la sicurezza precaria della zona. Prima dell'arrivo del frigorifero
a pannelli solari, la comunità di Begogo doveva pagare delle
persone per trasportare i vaccini ed il petrolio da Iakora a Begogo.
Questo compito ripetitivo e fastidioso, che obbligava le persone
deputate al trasporto al frequente abbandono del lavoro nei campi,
non sarà più necessario [
].
Ancora tanto è necessario fare per la promozione della salute
delle donne e dei bambini; noi speriamo che voi non esiterete nel
futuro a venire incontro ai nostri bisogni nel caso ve lo chiedessimo
".
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| Il dottor DANIEL e la dottoressa NIRINA (Missione SETTEMBRE2003) |
Numerose sono le novità che il gruppo dei quattro volontari partito a settembre, ci ha portato dall'ospedale d'Isoanala.
Finalmente abbiamo due medici in pianta stabile nel centro:
il dottor Daniel e la Dottoressa Nirina.
Trovare dei medici locali con esperienza nel campo chirurgico, non è stata cosa semplice in un paese, come questo, dove non esistono scuole di specializzazione.
Fortunatamente, tutto sembra essersi risolto per il meglio, perché il dottor Daniel è un chirurgo di discreto livello che ha già fornito prova della sua abilità e che sicuramente farà un buon lavoro.
L'apertura del centro, come già detto più volte, è stata accolta con gran gioia dalla popolazione, perché il nostro è l'unica struttura chirurgica in un'area di 500 chilometri quadrati. Patologie chirurgiche banali, quali un'appendicite acuta od una gravidanza extrauterina, che nel passato diventavano eventi drammatici causando spesso la morte delle persone affette, saranno ora prontamente trattate.
Non solo la sala operatoria è aperta, ma anche il laboratorio analisi funziona a pieno regime.
Gli esami effettuabili sono diversi: esame delle urine, esame parassitologico delle feci, ricerca del plasmodium della malaria, emocromo, determinazione dei gruppi sangue, funzionalità epatica, renale e pancreatica, elettroliti plasmatici ed urinari, tempo di coagulazione, test di gravidanza, ed a breve test per la sifilide, l'epatite B e l'AIDS.
Il personale infermieristico presente, grazie anche alla missione del maggio 2003, è ben preparato ed in grado di far fronte alle necessità dell'ospedale. Alle tre infermiere già in servizio, se ne aggiungerà una terza a partire dal prossimo autunno.
Altra importante novità sarà l'installazione di un modem che tramite ponte radio, permetterà all'ospedale di comunicare con il "mondo intero" e di non essere più isolato com'è stato finora.
Questa è una cosa di grande importanza perché ci permetterà da un lato di conoscere in tempo reale le necessità del centro e dall'altro ci sarà possibile offrire, se ce ne sarà bisogno, un supporto tecnico ai due medici oltre che preparare le prossime missioni, scegliendo gli specialisti chirurghi da inviare seconda le necessità che si presenteranno.
Vi avevamo poi raccontato sul nostro sito, di una patologia molto comune in questo paese che a causa della mancanza di farmaci adeguati per il suo trattamento produce effetti devastanti sulle persone che la contraggono: la cromoblastomicosi.
Grazie alla sensibilità di persone che lavorano per la ditta produttrice della terbinafina, l'antimicotico usato per trattare questa patologia, è stato possibile trattare sei pazienti con dei risultati incredibili. Alcuni di loro possono considerarsi dopo sei mesi di terapia, completamente guariti, in altri il miglioramento è stato solo parziale, ma evidente anche se la cura dovrà essere continuata per altri due mesi per permetterne la guarigione definitiva.
Altri pazienti affetti da cromoblastomicosi sono in attesa di un trattamento che speriamo di poter iniziare molto presto.
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| Suor Irene (Missione MAGGIO2003) |
Catia è un tecnico di laboratorio, socio fondatore dell'associazione,
già quattro missioni alla sue spalle in Madagascar.
A lei è affidato il compito di completare
l'addestramento del tecnico malgascio residente al centro chirurgico essendo
stata ultimata la dotazione strumentale del laboratorio. Ora abbiamo infatti,
un apparecchio Reflotron, che serve per la determinazione
di diversi parametri di laboratorio tra cui esami di funzionalità
epatica, renale, tempo di coagulazione e un fotometro utilizzato per
la valutazione del sodio e potassio plasmatici.
Questi strumenti ci sono stati donati, mentre l'associazione si è
fatta carico dell'acquisto dei vari reagenti.
Altro compito di Catia sarà quello di dare inizio ad una indagine
epidemiologica su alcune patologie di grande interesse ed impatto
sociale: AIDS, Epatite B e C, Bilarziosi.
Anna è invece un'infermiera di lunga e provata esperienza.
Bergamasca, 68 anni, ne dimostra almeno dieci in meno. Se poi consideriamo
la sua tenacia, forza di volontà, e determinazione, ne dimostra
almeno 30 in meno! Nella sua lunga carriera ha lavorato con molte
organizzazioni importanti ed in tanti, diversi paesi: Afghanistan,
Palestina, Kurdistan, Cambogia, Ruanda, Algeria.
Siamo quindi molto contenti della sua disponibilità a mettere
a disposizione della nostra piccola associazione, la sua indiscussa
esperienza lavorativa e dell'amicizia che ci dimostra avendo scelto
il nostro progetto tra altri due che le erano stati proposti.
Anna completerà l'addestramento di Virginie, l'infermiera malgascia
che già da due anni lavora nell'ospedale e inizierà
quello di una nuova infermiera sempre malgascia Suor Irene, diplomatasi
quest'anno.
Ad entrambe auguriamo un buon viaggio ed un buon lavoro!
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| Siccità in Madagascar nell'estate 2003 |
Mentre nelle regioni del centro-sud del Madagascar, le piogge
sono state così intense e accompagnate da forti venti da
assumere l'aspetto di veri e propri uragani, nelle regioni del
sud-ovest, la situazione si è fatta particolarmente critica
negli ultimi mesi, a causa dell'imperversante siccità.
Che la pioggia fosse stata particolarmente scarsa quest'anno,
era cosa nota ed evidente, ma non si avevano fino a circa un mese
fa, notizie allarmanti. Lentamente è invece venuto alla
luce come in ben 34 distretti della provincia di Tolear, si fosse
in una situazione di vera emergenza idrica, complice sia la siccità
di quest'anno (in totale è finora piovuto solo per alcune
ore!!!), sia la situazione critica dei due anni precedenti caratterizzati
da una pluviometria particolarmente ridotta.
Le notizie ufficiali parlano di oltre 500.000 persone letteralmente
intrappolate nella zona desertica dell'Androy ed a rischio di
morte per fame e sete. Per la prima volta, in Madagascar, si sta
dando ampio spazio a queste notizie sui vari mezzi d'informazione,
segno questo di una nuova politica ed atteggiamento del governo.
Situazioni simili si verificano in Madagascar, nelle regioni meridionali
interessate da fenomeni saheliani, in media ogni 5-7 anni. L'ultima
grande siccità si è verificata negli anni 1990-92
quando nelle medesime zone toccate oggi, non piovve per nulla
e vi furono oltre 40.000 decessi accertati.
L'area d'Isoanala, dove è situato l'ospedale da noi sostenuto,
fa parte della provincia di Tolear, ma fortunatamente è
situata più ad est delle zone colpite e nonostante le piogge
non siano state abbondanti, la gente del posto per ora non è
in una situazione critica come quella segnalata nelle altre zone.
Quello che più ci preoccupa, è l'inevitabile arrivo
a breve di profughi, in altre parole di quelli più fortunati
e coraggiosi che attraverso il deserto dell'Androy con il quale
Isoanala confina, saranno stati in grado di raggiungere le regioni
dove poter trovare cibo ed acqua.
Con la solita preveggenza che le contraddistingue, le suore insieme
con i padri, hanno cercato di costituire una riserva alimentare
mentre per l'acqua non c'è problema poiché il fiume
Isoanala dal quale prende il nome il villaggio, è alimentato
da sorgenti perenni.
I profughi porteranno però con loro molte malattie che
potrebbero vanificare tutti li sforzi intrapresi in questi anni
per il controllo anche se parziale, delle principali patologie
come la tubercolosi, la bilarziosi, la lebbra, le diarree, ecc..
L'ospedale d'Isoanala è l'unica struttura equipaggiata
per fare diagnosi ed impostare l'eventuale terapia ma i mezzi
sono comunque limitati.
Stanno per rientrare in Italia, in questi giorni, Anna e Catia
che proprio in questo periodo, si trovavano presso l'ospedale
d'Isoanala per provvedere ad un corso di qualificazione per il
personale paramedico e che ci porteranno notizie anche di questa
grave situazione della quale vi terremo informati.
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| CONSUNTIVO 2002 e PROGETTI per il 2003 |
Carissimi amici, il 2002 è stato per il popolo del Madagascar, un
anno di grande e forte impegno civile che ha portato ad una svolta
decisiva nel corso della storia di questo paese, svolta che tutti
speriamo sia verso un futuro migliore. La guerra civile scoppiata
nel dicembre 2001 e fortunatamente risoltasi dopo soli otto mesi,
nel luglio 2002, ha portato al potere il candidato sostenuto e voluto
a gran voce dalla gente, Marc Ravalomanana, ed all'abbandono del paese
da parte dell'ex dittatore Didier Ratsiraka.
Questo periodo di guerra
civile ha però distrutto un'economia già precaria ed ha lasciato dietro
di sé, molte migliaia di vittime soprattutto tra i bambini, le donne
e gli anziani (di per se già pochi, visto che la vita media è di soli
50 anni!). Non sono stati però gli scontri tra i sostenitori dei due
candidati, la causa principale di queste morti, ma la fame e le malattie
causate, sostenute, aggravate dalla fame stessa. Il blocco di tutte
le attività economiche causata dalla guerra, infatti, ha portato nelle
grandi città, alla rapida scomparsa di tutti i generi di prima necessità
ed in modo particolare del riso, alimento cardine dell'alimentazione
dei malgasci, con conseguente vertiginosa salita dei casi di denutrizione.
Un'altra causa di molti decessi tra i più poveri è stata anche l'impossibilità
di reperire se non a prezzi astronomici, farmaci e qualsiasi tipo
di materiale sanitario, fatto che ha determinato la paralisi completa
del settore della sanità con chiusura di gran parte delle strutture
sanitarie ed in modo particolare di quelle chirurgiche. La situazione
che abbiamo trovato in Madagascar è stata quindi di grande bisogno.
Nel mese di Novembre c'è stata la quarta missione ad Isoanala, il nostro gruppo ha operato oltre
30 pazienti, alcuni giunti in condizioni veramente disperate. Il lavoro
è stato intenso non solo nel campo strettamente chirurgico, ma anche
in quello legato all'attività ambulatoriale, ecografica e di laboratorio.
Boniface 9 mesi, Zafilà 3 anni, Solange Anne Marie 22 anni, Maurice
20 anni, Sana 40 anni, sono solo alcuni dei pazienti che abbiamo conosciuto
e curato.
Oltre al lavoro svolto sul posto a Novembre, diversi sono
stati i progetti realizzati dall'Associazione quest'anno con l'aiuto
di tutti quelli che ci hanno sostenuto. Per l'ospedale d'Isoanala,
abbiamo acquistato libri per il personale medico e paramedico, reagenti
per il laboratorio, una nuova lampada scialitica ed un frigorifero
a pannelli solari. Un altro frigorifero a pannelli solari è stato
acquistato ed inviato al dispensario di Begogo, un piccolo e sperduto
paesino del Madagascar che dista 90 chilometri dal centro abitato
più vicino ed è raggiungibile solo a piedi. Non esistendo elettricità,
non c'era possibilità alcuna, senza questo frigorifero, di conservare
i vaccini con cui vaccinare i bambini del distretto. I dispensari
delle suore Francescane sono state dotate di un elettrocardiografo
ed è nei nostri progetti l'acquisto di una stufa a secco per uno degli
ambulatori medici che né è ancora sprovvisto.
Per l'anno 2003, sarà
necessario completare l'acquisto dei reagenti per il laboratorio d'Isoanala,
stipendiare due tecnici ortopedici che si prenderanno cura di confezionare
scarpe ortopediche per i bimbi operati di piede torto, sostenere l'acquisto
di farmaci per i tre dispensari delle suore Francescane oltre che
per lo stesso ospedale d'Isoanala.
I progetti come vedete sono molti
e la speranza è di poterli vedere realizzati con l'aiuto di tutti
quelli vorranno darci una mano. Buon Anno 2003 a tutti!
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| MISSIONE 2002 |
Il ristabilirsi delle condizioni democratiche e di una certa stabilità
in Madagascar hanno permesso l'organizzazione e l'effettuazione della
nostra quarta missione nell'isola.
Dal 4 novembre al 3 dicembre del 2002, l'equipe composta da 11 volontari,
ha garantito la piena funzionalità del centro chirurgico
di Isoanala "Antenne chirurgicale secondaire Sainte Croix",
conseguendo 4 risultati importanti:
Il pieno riconoscimento della struttura ospedaliera da parte
del governo malgascio, avvenuta durante la cerimonia di inaugurazione
alla presenza dei rappresentanti del ministero della sanità
e delle autorità civili, tribali e religiose locali,
chiude un periodo di contrasti ed insicurezza che ha messo
a rischio la possibilità di rendere stabile e continuativa
l'assistenza sanitaria in questa regione.
Il ripristino e miglioramento delle infrastrutture, insieme alla
piena attivazione del piccolo laboratorio d'analisi, hanno permesso
il consolidamento dell'attività chirurgica.
L'equipe medica ha eseguito oltre 30 interventi. In particolare,
diverse splenectomie in pazienti con gravi forme di bilarziosi,
vari interventi in pazienti lebbrosi, correzione di piedi
torti e plastiche di allungamento dei tendini in pazienti
poliomielitici.
La sperimentazione didattica sul personale paramedico locale,
insieme alla pubblicazione presso l'ordine dei medici malgasci
di una offerta di lavoro per l'ospedale di Isoanala, hanno
gettato le basi per costituire un equipe residente in grado
di garantire la piena funzionalità della sala operatoria,
del laboratorio e dell'ambulatorio.
La ricerca epidemiologica sulla diffusione della bilarziosi
in età scolare, attraverso l'identificazione nelle
feci del parassita e l'indagine ecografica per valutarne i
danni a livello splenico ed epatico, eseguita a campione su
120 allievi delle scuole cattoliche e pubbliche di Isoanala,
ha dato inizio ad uno studio scientifico del fenomeno nella
regione e ad una collaborazione con l'Istituto Pasteur della capitale.
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| La caduta di DIDIER RATSIRAKA |
Tutto è cominciato il 16 Dicembre 2001 quando si sono svolte le elezioni
dirette per l'elezione del Capo dello Stato. Si erano presentati
come candidati, il presidente uscente Didier Ratsiraka ed il suo
antagonista Marc Ravalomanana capo dell'opposizione.
L'attesa dei risultati si era prolungata per oltre un mese, a causa
della mancanza d'infrastrutture adeguate e per l'isolamento di numerose
regioni causato dall'inizio della stagione delle piogge. A fine
Gennaio 2002, l'alta Corte Costituzionale dichiarava che Marc Ravalomanana
aveva ottenuto una percentuale di voti pari al 47% circa, contro
il 42% di Ratsiraka e che pertanto occorreva un secondo turno di
ballottaggio, poiché nessuno dei due aveva raggiunto la percentuale
del 5O, 1 %, necessaria per l'elezione al primo turno. Immediatamente
erano scesi in piazza, non solo i sostenitori di Ravalomanana, ma
si era assistito ad una partecipazione popolare senza precedenti
nella storia degli ultimi 40 anni del Madagascar con la proclamazione
di uno sciopero generale ad oltranza, per protestare contro i manifesti
brogli nello spoglio delle schede. A furor di popolo, il capo dell'opposizione
era proclamato nuovo presidente del paese. Sorpreso dalla reazione
popolare, il presidente uscente Didier Ratsiraka aveva cercato dapprima
di imporre la legge marziale ed il coprifuoco, ma non avendo fortunatamente,
ottenuto l'appoggio dell'esercito, rimasto neutrale, aveva abbandonato
il palazzo presidenziale e si era rifugiato a Tamatave unico porto
internazionale sulla costa est di cui aveva bloccato l'attività
commerciale e da qui, aveva dato ordini per procedere ad una sistematica
distruzione dei ponti che collegano la capitale al resto del paese.
La prima conseguenza di ciò, era stata una drastica riduzione
del carburante sul mercato, con conseguente salita del suo prezzo
(4$/litro) al mercato nero. Persino l'aeroporto internazionale d'Ivato,
in capitale era stato chiuso alla fine di Febbraio, per mancanza
di carburante.
Il costo dei trasporti aveva fatto lievitare in modo eclatante,
i prezzi di tutte le merci ed in particolare dei generi di prima
necessità come il riso, che in Madagascar è l'alimento
base per la popolazione e che aveva raggiunto a giugno, un rialzo
del 375%.
Progressivamente l'economia del paese era stata distrutta con centinaia
di migliaia di persone che si erano ritrovate senza lavoro. Tutti
i generi di prima necessità si erano fatti "introvabili",
od acquistabili solo al marcato nero a prezzi astronomici ed il
numero dei casi di malnutrizione era salito vertiginosamente. Nel
solo mese di maggio sono stati contati 4.000 morti per fame nella
capitale (quasi esclusivamente bambini e donne).
La situazione sanitaria era divenuta insostenibile: gli ospedali
praticamente non funzionavano più e si limitavano ad "ospitare"
i malati senza poter fornire loro alcunché, per impossibilità
a reperire medicinali e materiale sanitario.
In tutto il paese si moltiplicavano nel frattempo, gli scontri tra
i gruppi rivali con numerosi morti soprattutto tra i civili ed Amensty
International denunciava molte violazioni dei diritti umani da entrambe
le parti. Bande armate avevano anche assalito diverse missioni,
tra cui quella di Betroka, situata ad appena 80 km dal nostro ospedale
d'Isoanala. Betroka è stata saccheggiata da militari inviati
dal governatore locale sostenitore di Ratsiraka. Fortunatamente
ad Isoanala, dove la nostra associazione sostiene un piccolo ospedale,
non ci sono stati gravi problemi poiché la popolazione locale
e i suoi capi (etnia Bara), con i quali le suore Nazarene sono in
ottimi rapporti, avevano fatto "scudo" compatto proteggendo
altresì la struttura ospedaliera consci dell'importanza della
stessa per la popolazione medesima (in questo ha certamente aiutato
il fatto che nell'Ottobre 2001 avevamo salvato operandola in urgenza,
la nipote del più importante capo bara della regione!).
Questa situazione si è protratta fino a luglio 2002 quando
gli Stati Uniti per primi, ma seguiti a ruota da altri paesi, avevano
deciso di riconoscere formalmente il governo di Marc Ravalomanana.
Il riconoscimento anche da parte della Francia, aveva finalmente
indotto Ratsiraka da sempre sostenuto da questo paese, ad abbandonare
il Madagascar. Questo aveva segnato la fine degli scontri ed il
ritorno della pace.
Al 15 dicembre 2002 si svolgeranno nuove, libere, elezioni legislative,
perché questa è la condizione posta dall'Unione Africana
per legittimare il potere di Marc Ravalomanana.
Questa volta senza brogli elettorali, le previsioni sono rosee ed
è data per scontata la vittoria di Marc Ravalomanana.
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