Missione esplorativa 2008



Partenza il 18 maggio da Milano con arrivo ad Assuncion alla sera. Il mattino seguente partiamo per Carmelo Peralta, cittadina situata nel Chaco. Questa regione occupa circa la metà del paese ed ha solo 80.000 abitanti sui 6 milioni totali. La vegetazione tipica di questo territorio è la foresta spinosa. Qui nel passato c'era il mare e quindi se si scava, a circa 10 metri di profondità, si trova acqua salata. In superficie, c'è acqua dolce. La terra è argillosa non trattiene l'acqua che scava gallerie fino a trovare uno sbocco in superficie. La vegetazione è costituita da palme con il cui legno sono costruite le case degli indios ed anche dei paraguagi più poveri. Con i loro frutti si alimentano gli animali. Le palme hanno radici corte che affondano negli strati più superficiali del terreno. C'è anche un progetto di utilizzarle per la produzione di un biodisel. Ci sono poi le piante spinose che resistono bene al periodo secco ed affondano le loro radici molto in profondità. Sono molto importanti per mantenere il giusto grado di salinità della terra. Se si disbosca come successo nel passato, i terreni non sono più idonei né per il pascolo, né per le coltivazioni. Nella foresta spinosa vivono vari animali quali giaguari, serpenti, maiali selvatici, volpi, molti uccelli. Nel Chaco troviamo molti pascoli dove sono allevate mucche che danno una carne molto saporita. Per arrivare a Carmelo Peralta ci sono circa 800 km. I primi 500 km sono su strada asfaltata, i restanti sono su pista. La cittadina è costruita lungo il fiume Paraguay e sulla sponda opposta, brasiliana, si trova Porto Murtihno. Quest'ultima è una città di villeggiatura per i brasiliani. Ci vengono per pescare sul fiume. Ci sono quindi alberghi, negozi, facilità varie, un ospedale. La presenza di questo centro turistico è importante per i paraguagi perché molti lavorano nell'indotto creato dal turismo stesso. Carmelo Peralta ha 3.000 abitanti. Molte case qui, e nelle altre zone visitate, sono a due piani; quello a pianterreno è spesso vuoto perché ogni 25 anni c'è un inondazione da cui si cerca di salvarsi rifugiandosi al piano superiore che quindi è quello ammobiliato. Gli indios circa 600, che abitano nei dintorni di Carmelo Peralta su un territorio di 20.000 ettari donato loro principalmente dai Salesiani, appartengono all'etnia degli Ayorei. Sono suddivisi in 4 comunità dislocate a Isla Alta, La Punta Ytiogai, Guidai Ichai (Pueblo Nuevo) e Puerto Cucaani, una vicina alla città, tre distanti alcuni chilometri. In ogni comunità c'è una scuola con maestri indigeni ed un posto di salute Quest'ultimo consiste in un ambulatorio ricavato o nella abitazione privata di una persona, altre volte costruito a parte, in cui troviamo dei farmaci essenziali. 1-2 volte al mese (dipende anche dalla stagione in cui siamo e se le strade sono praticabili) vi si reca un medico paraguagio che visita i malati e distribuisce i medicamenti. Se un indigeno ha necessità di una visita medica urgente deve recarsi in città. Se un indigeno Ayoreo (o un paraguagio), ha necessità di un intervento chirurgico urgente va all'ospedale brasiliano di Porto Murtihno. Qui gli interventi urgenti sono elargiti "gratuitamente per forza", visto che il governo paraguagio non rinfonde il costo dell'intervento al governo brasiliano. Per tutta la patologia chirurgica non urgente, l'unica possibilità per tutti è di andare a Concepcion od Assuncion A proposito dei parti cesari, le donne che ne hanno necessità e vengono portate a Porto Murtihno, sono molto contente, perchè il loro bimbo avrà diritto alla cittadinanza brasiliana e potrà frequentare le scuole brasiliane che offrono gratuitamente anche il pranzo! Gli Ayorei vivono raccogliendo esche per i turisti brasiliani che fanno pesca sul fiume, traghettando le persone, lavorando nelle fazende e facendo i lavori più umili. Le donne lavorano la caraguata una fibra ricavata da una pianta con cui fanno tipiche borse, braccialetti o scope. Le loro case sono tutte in legno di palma. Si alimentano con riso, magnoca, patate, fagioli, strutto, carne, a volte, frutta e verdura ma in modeste quantità (non è un loro costume abituale). Non mangiano pollo perché non sono abituati, ma solo le uova. I polli allevati in libertà sono venduti ai paraguagi o brasiliani. Mangiamo carne di mucca o carne di animali selvatici cacciati nella foresta spinosa (maialini selvatici, uccelli). Gli Ayorei sono arrivati nel 1962 a Carmelo Peralta (gli ultimi nel 1970) spinti dalle persecuzioni dei bianchi. Non si sono ancora integrati o forse non vogliono integrarsi perché non vogliono modificare il loro stile di vita, perché le persecuzioni dei bianchi risalgono solo a poco tempo fa,… Sono molto discriminati e non trattati in modo paritario anche se sulla carta si. Dopo qualche giorno ci spostiamo a Puerto Casado, cittadina di 6.000 abitanti. Nei due giorni di permanenza visitiamo 3 delle 7 comunità indios che qui si chiamano Maskoy e sono in totale 1000-1200 ed abitano nelle comunità di Moschito, Machete e Castiglia. Questi indigeni appartengono a 5 etnie diverse che nel passato, quando vivevano nella foresta, erano nemiche l'una dell'altra, tanto che erano assolutamente proibiti i matrimoni misti. Avevano anche 5 idiomi diversi. A causa delle persecuzioni e decimazioni subite da parte dei bianchi, anche loro hanno dovuto abbandonare la vita nomade di raccoglitori e cacciatori e divenire stanziali. Hanno dovuto unirsi tra loro e dimenticare le antiche rivalità ed inimicizie. Hanno anche dovuto abbandonare i singoli idiomi ed adottarne uno comune che è la lingua Guarany. Adesso abitano su un territorio di 50.000 ettari di loro proprietà. Anche qui sono discriminati dai paraguagi e si isolano per le stesse motivazioni degli ayorei. I bianchi ci dicono sono :" Malos e Ladrones " (cattivi e ladri). Il loro desiderio è di rimanere nelle loro comunità dove si sentono a proprio agio, mentre con i bianchi si sentono disprezzati, anche se vorrebbero avere le stesse cose che hanno i loro connazionali. Qui le donne vanno in città a fare le pulizie nelle case dei ricchi paraguagi o fabbricano scope che poi vendono. Gli uomini sopravvivono cacciando nella foresta dove cercano anche il miele da vendere e coltivano legumi che poi vendono ai bianchi. A proposito delle coltivazioni, gli indios in generale, sono stanziali solo da 50 anni ed non hanno ancora modificato le loro abitudini di vita. Sono fondamentalmente ancora dei raccoglitori e cacciatori e non concepiscono la vita da allevatori od agricoltori. Questo si traduce col fatto che coltivano solo piccole porzioni di terra, quel poco che gli serve per sopravvivere, vendendo gran parte del raccolto ai bianchi. Anche vari tentativi da parte dei missionari, di acquistare delle vacche e dei tori regalandoli alle varie comunità, per iniziare un attività di allevamento, sono finora fallite perché gli indios hanno venduto dopo poco, tutto il bestiame. Sono stanziali solo per costrizione non per scelta o mentalità per cui la loro filosofia è ancora quella del "tutto adesso, al domani ci si penserà domani". Allevano anche qui polli "in liberta" che non mangiano per una questione culturale, così come i muli, che usano solo come mezzo di trasporto. Non mangiano neanche pesce sempre per questioni di cultura. Quindi il cibo anche qui è costituito da riso, pane, pasta, patate dolci, fagioli, olio e strutto, carne cacciata, di vacca, pecora o capra quando c'è, uova, poca frutta. Nella giornata fanno un unico pasto abbondante, in genere a metà mattina. Alla sera cucinano talvolta, in olio di cocco o soia, delle frittelle di mais. Anche qui troviamo un centro di salute con un ausiliario per ogni comunità. Il 24 maggio partiamo e con una barca a motore riprendiamo la navigazione verso sud sul fiume Paraguay. Andiamo a Porto Pinasco . Questa era una città florida con oltre 10.000 abitanti fino a quando, circa 30 anni fa, è stata chiusa la fabbrica di tannino. Attualmente conta poco meno di 1.000 abitanti, indios compresi. Da qui ci imbarchiamo su una barca che trasporta sia uomini che merci e dopo 8 ore di navigazione 6 di corriera, siamo nuovamente in Capitale. Assuncion è simile ad una qualunque grossa città. Si estende in larghezza, ci sono pochi grattacieli. Ospita circa 1 milione di persone e quindi un sesto della popolazione el paese. Non ha nulla di particolarmente tipico da farti pensare che sei in sud america. Potresti benissimo essere in Europa od altro continente! Nei quartieri più "poveri" c'è sporcizia sulle strade ed inoltre molti cartelli con le scritte " non urinari qui!" perché sembra sia un passatempo tipico dei paraguagi farla ovunque! Non ci sembra di vedere persone denutrite, sicuramente troviamo molti poveri che vivono rovistando tra i rifiuti dei quartieri più ricchi in cerva di cibo scartato e coprendosi la notte con sacchi di plasticona. Troviamo molti che fanno lavoretti vari di sussistenza: bimbi che lucidano le scarpe, uomini con secchio e spugna che lavano macchine parcheggiate, lavavetri, molti banchettini che vendono di tutto, dai biglietti della lotteria, alle erbe medicinali o mate e che preparano sul momento la "pozione" richiesta,…. Il 28 alle 5 del mattino siamo sull'aereo per San Paolo dove staremo fino alle 19 ad attendere la coincidenza! Siamo in Italia puntuali alle 11,30.














La sanità in Paraguay



Il paese è diviso in due zone. Quella orientale ( il CHACO) che corrisponde alle regioni dell'ALTO CHACO, di BOQUERN e del PRESIDENTE HAYES dove si può dire esistono le 4 stagioni ed una occidentale che corrisponde alle regioni di SAN PEDRO, CANINDEYU', CAAGUAZU', ALTO PARANA', PARAGUARI', CAAZAPA, ITAPUA, MISIONES, CORDILLERA CENTRAL, NEEMBUCU, CONCEPCION, dove alla stagione secca (maggio-agosto), si alterna la stagione delle piogge (settembre-aprile) dove cadono circa in media 1,2 metri cubi di acqua. L'acqua piovana è raccolta in invasi di terra ed anche in apposite cisterne e serve durante i mesi secchi per tutto e tutti. La temperatura sale fino a 42-43°C durane la stagione secca e fino a 10-15° nella stagione piovosa durante la notte. Le due regioni sono divise dal fiume PARAGUAY che poi si unisce al fiume PARANA' Il fiume Paraguay è molto pescoso e navigabile, al nord divide il paese dal Brasile. Al sud unisce le sue acque al rio Panamà. In vicinanza d Ciudad del Este, sul versante brasiliano, le acque del rio Paranà formano le cascate che tutti noi abbiamo ammirato nel film Mission, mentre su quello paraguagio, sono state convogliate in una enorme diga che produce energia elettrica per tutto il paese ed anche per il Brasile. Attenzione però: per accordi siglati da politici del passato, ancora oggi l'energia idroelettrica prodotta, è venduta al Basile per soli 2 dollari contro un prezzo corrente di Mercato di 40!!! Tutti sperano che il nuovo presidente Lugo, modifichi tali accordi! I brasiliani comunque, con gli argentini, hanno da tempo sfruttato questo paese. Infatti solo l'1% dell'intera superficie paraguagia è nelle mani dei paraguagi, il rimanente appartiene a grossi latifondisti brasiliani ed argentini. Anche qui mole sono le speranze risposte nel presidente Lugo per un'equa ridistribuzione della Terra.
La sanità è pubblica solo in limitata parte.
1. Ospedali pubblici con varie specialità sono presenti solo nelle grosse città (Assuntion, Conception, Ciudad dell'Est,. ….).
2. Le medicine di base sono distribuite gratuitamente dal governo che li invia nei dispensari medici. Nonostante incidenza alta di diabete 2° tipo nella popolazione paraguagia, non sono distribuiti antidiabetici orali ed ancor meno insulina. Non ci sono farmaci per urgenze: nitro derivati, atropina, adrenalina, cortisonici, eparina, ….
3. I farmaci non ci è dato di sapere per quale motivo, non arrivano in modo uniforme ovunque, per cui la farmacia dell'ambulatorio di Puerto Casado era molto rifornita, quella di Carmelo Peralta, era molto povera
4. A Carmelo Peralta i medici non chiedono un "ticket" per le loro prestazioni, ma riferiscono che la gente "volontariamente" lascia loro una mancia che va a rimpinguare il magro stipendio governativo. A Puerto Casado invece il ticket fissato per tutti è di 5.000 guarany (circa 0,8 euro).
5. Chi ha un lavoro, può accedere agli ospedali gratuitamente, chi non lavora ha diritto solo all'urgenza, tutto il resto lo dovrebbe pagare, ma se non ha lavoro …….. Quindi un parto cesario è gratuito il trattamento di un ernia inguinale per esempio è a pagamento. Non esiste qui un problema di denutrizione. Nel Chaco esiste un problema di malnutrizione, di carenze alimentari. Per esempio molti bimbi in particolare gli indigeni, hanno problemi di carie per carenze di calcio (anche per scarsa igiene ovviamente) o anemie per carenza di ferro e verosimilmente di folico (mangiano poco carne e frutta). Nel Chaco non c'è malaria, ne Dengue e pochi casi di febbre gialla nei paesi più prossimi al Brasile. Febbre Gialla e Dengue sono presenti invece nel Paraguay occidentale. C'è TBC e lebbra. Nel Chaco non ci sono molti dati sul problema di malattie sessualmente trasmesse semplicemente perché non c'è possibilità di fare esami. C'è molta scabbia e tra i bambini le più frequenti malattie sono quelle respiratorie e gastrointestinali




La cultura india



  1. MALATTIA E MORTE
    Alcune malattie come il raffreddore, la faringite, la TBC, l'influenza,…sono riconosciute come causate da germi e pertanto suscettibili di un trattamento farmacologico. Molte malattie invece, sono ancora ritenute un maleficio e pertanto gli indios si rivolgono non al dottore, ma al guaritore della loro comunità che è l'ARANDUE o MEDICO che significa "COLUI CHE PUO' FARE IL BENE ED IL MALE". L'Arandue (può essere donna o uomo), non è capace di per sè di curare, ma è in grado di entrare in contatto con gli spiriti benigni della natura (piante, vento, pioggia, animali,..) e servendosi di loro può cercare di lottare contro gli spiriti maligni che hanno causato la malattia. Se li vincono la persona guarisce. Come i "guaritori filippini" durante queste lotte contro gli spiriti, estraggono dal corpo del paziente oggetti vari (possono essere chiodi, fili elettrici o materiale organico, ecc.) che mostrano ai parenti come testimonianza del "male" presente nel soggetto. Quando il paziente è molto grave e l'Arandue sembra non essere in grado di lottare efficacemente contro la malattia, lo possono portare dal dottore. Questo spesso però si tramuta in un boomerang contro la nostra medicina: il malato ormai molto grave muore, magari dopo che gli sono state fatte delle flebo per esempio. A queste flebo è data colpa della morte stessa! Se una persona muore, i parenti abbandonano la casa dove abitava od in alternativa cambiano disposizione alle cose o chiudono la porta e ne riaprono un'altra in un punto diverso. Si vuole evitare così, che lo spirito cattivo, che ha causato la morte del congiunto, ritrovi la strada della stessa casa e porti via con se qualcun altro. Per la stessa paura che lo spirito maligni si accanisca su altri membri della famiglia, è difficile che al capezzale di una persona malata ci sia qualcuno che l'accudisca a meno che il malato non sia un bambino perché i bimbi non "fanno paura". E' probabile che questa credenza sia da imputarsi al fatto che quando si aveva o si ha una malattia contagiosa, i morti in famiglia possono essere più di uno: è quindi una credenza che nasce dalla paura del contagio.
  2. FAMIGLIA
    Regolazione delle nascite: sembra che usino delle piante come agenti abortivi. Non conoscono altri mezzi contraccettivi. Tra gli Ayorei esisteva il costume di sopprimere i figli indesiderati, non nutrendoli: i gemelli, quelli nati troppo vicini ad un parto precedente, quelli frutto di infedeltà o sospetta infedeltà. Nei primi due casi la soppressione era dovuta a cause di forza maggiore e cioè dall'impossibilità di nutrire due gemelli o due bimbi molto vicini come nascita. Ritengono che un bimbo divenga un essere umano solo quando inizia a ricevere il latte materno. Pertanto la loro soppressione prima dell'allattamento non crea problemi di sorta. La fedeltà è un valore grande quando la coppia si è formata, costituita. Tra gli indios è sempre la donna che prende l'iniziativa e si propone come compagna, mai l'uomo. In genere quando la donna individua l'uomo per lei, glielo comunica, magari durante una festa e se l'uomo accetta, in genere lo stesso giorno vanno a vivere nella stessa casa (quella dei suoceri). Tra gli Ayorei è buon costume, che la donna abbia diversi uomini prima di scegliere quello per tutta la vita. Questo costume è "sfruttato" dai bianchi che usano le donne Ayoree come prostitute e dalle stesse donne Ayoree che andando con i bianchi ne ricavano soldi e regali. Esiste il concetto di famiglia allargata e c'è solidarietà con gli altri membri della comunità e denuncia per chi fa soprusi. Condannato è l'abuso sessuale e la violenza su donne e bimbi.

  3. GIUSTIZIA
    Lo stato Paraguagio permette alle comunità indios di gestire le questioni di legge che riguardano la comunità. Non esiste il concetto di prigione. Chi commette un crimine è bandito dalla comunità (pena molto pesante), rapato a zero per essere additato e riconosciuto da tutti, costretto a fare lavori per la comunità stessa,….

  4. Il MATE
    Tutti, sia gli indios che i Paraguagi, devono una quantità impressionante del mate diluito in acqua fredda o calda. Al mattino soprattutto, si vedono in giro persone con in una mano il tipico bicchiere per il mate (UAMPA) con tipica cannuccia (BOMBILLA) e nell'altra un termos o una banale caraffa piena d'acqua calda o fredda che versano continuamente!





Il Mate





In spagnolo si chiama Mate (chimarrão in portoghese) l'infusione preparata con le foglie di erba Mate (in spagnolo yerba Mate o semplicemente yerba; erva Mate in portoghese), una pianta originaria del Sud America. Seguendo lo stesso procedimento del tè, la yerba Mate è essiccata, tagliata e sminuzzata. Tradizionalmente questa infusione si beve calda e in compagnia. Preparazione del mate : Cose necessarie Bombilla Per la preparazione del mate bisogna avere a disposizione: " un mate o porongo, ovvero un apposito recipiente realizzato con una zucca, oppure in legno, oppure in metallo, che viene usato sia per preparare l'infuso, sia per berlo. Quando si compra un mate nuovo è necessario che venga "curato", prima di essere utilizzato; per curare il mate bisogna riempirlo di erba, versarvi acqua calda e lasciarlo in infusione per una intera giornata. Il giorno successivo si svuota e si ripete il procedimento; la stessa cosa va fatta per almeno 4 giorni, meglio se per una settimana. In questo modo il mate si impregna del sapore dell'erba ed elimina sapori estranei; l'acqua che viene buttata via ogni giorno sarà dapprima rossastra (colorata dal mate stesso), per poi diventare giallo-verde (colorata dall'erba); " una bombilla, cioè una specie di cannuccia di metallo (o, raramente, di canna), che da un lato ha l'imboccatura e dal lato opposto un filtro per impedire alle foglie di erba mate di entrare nella cannuccia stessa. Il filtro può essere costituito semplicemente da una chiusura tondeggiante e bucherellata; " l'erba mate, che viene preparata con palo (con il picciolo) o sin palo (senza picciolo): l'erba con palo ha un sapore più deciso e più amaro; l'erba sin palo ha un sapore più morbido; " un recipiente dove scaldare l'acqua; " un contenitore termico per mantenere calda l'acqua per tutta la durata della mateada (cioè la bevuta di mate). Cebar mate Cebar mate è l'espressione tipica che significa "preparare il mate e servirlo"; si tratta di un vero e proprio rito, guidato dal cebador. Dopo essere stato riempito di erba, il mate viene tappato con la mano e poi viene agitato per sistemare bene l'erba all'interno. Poi vi viene versata sopra l'acqua calda, che non dovrebbe mai bollire (solitamente viene scaldata e poi conservata in un recipiente termico); l'acqua va versata sempre nello stesso punto, in modo da inumidire solo una parte delle foglie di mate e lasciarne asciutta un'altra parte. Nel punto in cui si è versata l'acqua si inserisce la bombilla, che non andrà mai spostata in seguito. Il cebador beve per primo il mate, aspirando l'infuso con la bombilla fino ad esaurirlo e provocare anche il tipico rumore che fa una cannuccia quando finisce il liquido aspirato. A questo punto aggiunge altra acqua e passa il mate a chi è seduto alla sua sinistra: chi lo riceve lo beve fino in fondo e lo rende al cebador, che aggiunge altra acqua e lo passa al secondo invitato, poi al terzo... Si continua facendo circolare il mate anche per ore. Le foglie inizialmente lasciate asciutte sono una specie di riserva: quando le prime foglie sono ormai esaurite, si bagnano le seconde per continuare la mateada e il cebador potrà anche spostare la bombilla nel nuovo punto di infusione. Alla fine l'erba mate sarà tutta sfruttata: si tratta ormai di mate lavado ("mate lavato, slavato"). Il mate può essere bevuto amaro o dolce, aggiungendo zucchero all'acqua o direttamente nel recipiente. Mate cocido Un'altra maniera di preparare il mate è detto mate cocido (cioè "mate cotto"). In questo caso la yerba mate si utilizza allo stesso modo del té e si serve in una tazza. Per questa ragione sono in vendita bustine di yerba mate simili a quelle del té. Tererè In Paraguay e nelle province del nord-est dell'Argentina si chiama tereré (parola di origine guaranì) il mate servito freddo. La preparazione è la stessa del mate tradizionale, però non viene usata acqua calda, ma acqua fredda, quasi ghiacciata, oppure alcuni succhi (ad esempio succo di pompelmo): quindi invece di un contenitore termico pieno di acqua calda si terrà a portata di mano una caraffa di acqua o succo, eventualmente raffreddati anche con cubetti di ghiaccio.. A volte si aggiuge limone.