• Marco Sanlorenzo

Madagascar: corruzione e droga contro lo sviluppo

La corruzione è un grande problema in Madagascar da molto tempo, accettata dalla popolazione locale come inevitabile e necessaria per riuscire a risolvere i molti problemi quotidiani; normalmente le autorità locali hanno sorvolato su questo problema minimizzandolo.


Fa scalpore che nel rapporto del 26 settembre dell'Ige (Ispezione Generale dello Stato - Inspection Gènéral de l'Etat) venga invece chiaramente indicata e denunciata e i giornali locali e altri mass media ne hanno dato ampia diffusione.


L'Ige è un organo di controllo dello Stato che dovrebbe sorvegliare il buon funzionamento delle strutture pubbliche e lottare contro la corruzione e lo storno dei fondi: dipende e risponde direttamente al Presidente della Repubblica del Madagascar, senza purtroppo potere di intervenire direttamente nei confronti delle figure identificate quali responsabili di manifeste malversazioni, infatti ha un ruolo solo informativo con un personale estremamente ridotto (13 ispettori) attualmente in servizio per tutta la nazione!


In questo rapporto risulta che nei soli ultimi otto mesi (gennaio / agosto 2022) sono stati dirottati e stornati per altri scopi e in altre tasche oltre 51 miliardi di ariary (la valuta locale) corrispondenti a oltre 12 milioni di euro, cifra importante considerando la povertà del Paese.


I giornalisti si sono chiesti quali somme siano state stornate nei precedenti anni: basti pensare ai milioni di dollari inviati per la lotta contro il Covid o per la grande siccità nel sud del Paese e successivamente misteriosamente spariti!


L'Ige non ha potuto rivelare pubblicamente i diretti responsabili di queste azioni, ma fortunatamente l'organismo locale Bianco (Ufficio Indipendente anti corruzione, Bureau indépendent anti-corruption) è riuscito a raccogliere un numero sufficiente di dossier e mostrare come la corruzione investa nella maggior parte dei casi figure e servizi appartenenti alle Regioni, ai Comuni, ai funzionari di giustizia ,ai gendarmi e alle figure che si occupano di educazione a tutti i livelli.


Teoricamente la legge malgascia prevede il licenziamento dei soggetti implicati e l'apertura di una procedura che dovrebbe portare al recupero delle somme intascate e all'eventuale condanna penale, ma purtroppo la procedura risulta molto complicata, lunga e si presta essa stessa a essere interessata ad atti di corruzione (cioè, la procedura anticorruzione può essere a sua volta corrotta!).


Qualche cosa comunque pare muoversi: la popolazione è stanca di sopportare tale situazione, che rende così difficile la vita. Nei giorni scorsi ha fatto notizia che due militari appartenenti peraltro alle forze speciali di sicurezza (soggetti normalmente considerati intoccabili!) siano stati ufficialmente indagati per un episodio di torture su un prigioniero e la sua successiva morte.


Alcuni episodi lasciano ben sperare, ma sono ancora troppo pochi: all'aeroporto internazionale di Ivato, nei pressi della Capitale, il 27 settembre, sono stati sequestrati 5 kg di eroina grazie alla sensibilità e attenzione di agenti della dogana. Il Madagascar, secondo quanto segnalato nel rapporto della Ong Iniziativa Globale, è ormai diventato un tassello importante nel transito di sostanze stupefacenti che vengono poi redistribuite in quantità facilmente trasportabile via aereo grazie anche alla corruzione di tutta una serie di persone che in loco dovrebbero altrimenti impedire tali azioni. Negli ultimi anni il Madagascar è divenuto un luogo di transito dell'eroina prodotta principalmente in Afghanistan, ma anche un esportatore di cannabis, prodotta localmente e facilmente reperibile in loco.


14 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti