• Marco Sanlorenzo

Madagascar: la sicurezza ha avuto un netto peggioramento nelle ultime settimane


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Il 29 luglio il villaggio di Ankazobe, situato a circa 75 km a nord della capitale, è stato assalito da una banda organizzata, daholo in lingua malgascia, che ha dato fuoco a diverse abitazioni e ucciso 33 persone, tra bambini, adulti e anziani, prima di darsi alla fuga, come riferisce il giornale L'Express de Madagascar, dopo aver cercato di razziare i pochi oggetti e gli animali.


Sono intervenute prontamente le forze speciali militari, che hanno inseguito i fuggitivi e ucciso 10 di loro mentre altri 7 sono ancora alla macchia.


Questo massacro di poveri contadini è il più grave intervenuto negli ultimi anni e rappresenta un ulteriore deterioramento della stato sociale dovuto alla gravissima crisi economica.


Pochi giorni dopo, nel villaggio rurale di Antsaha, regione centro-est dell'isola, vi è stato un nuovo attacco di banditi (daholo) che hanno incendiato tre abitazioni, uccidendo quattro individui, tre dei quali erano poveri bambini di 6, 8 e 9 anni! (come riferito da MiDi Madagasikara).


Si sta quindi assistendo ad un pericoloso ritorno indietro nel tempo quando,negli anni 2008/2014, erano particolarmente frequenti questi episodi in tutta l'isola, specie nel sud, con inevitabili scontri a fuoco con le forze speciali e uccisione reciproca di varie persone (normalmente non si facevano prigionieri).


Questi episodi sono favoriti dallo stato di insicurezza alimentare che si sta diffondendo nelle regioni centrali, a Manajary, costa est, luogo dove normalmente vi era una buona produzione alimentare. Attualmente, invece, vi sono oltre 13.000 persone costrette a nutrirsi della "viha", banana d'acqua che non produce banane ma che è chiamata così per la notevole somiglianza con la classica pianta di banane. La viha è una pianta selvaggia che vive nelle regioni acquitrinose e paludose della costa est e sud-est e alcune delle sue parti sono commestibili, ma possono anche rilevarsi tossiche se non sono ben cotte. La fame spinge a furti e aggressioni e, purtroppo, la situazione non pare destinata a migliorare nelle prossime settimane. (fonte Midi Madagasikara)



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