La caduta di Didier Ratsiraka

11/09/2002

Tutto è cominciato il 16 dicembre 2001 quando si sono svolte le elezioni dirette per l'elezione del Capo dello Stato. Si erano presentati come candidati, il presidente uscente Didier Ratsiraka ed il suo antagonista Marc Ravalomanana capo dell'opposizione. 


L'attesa dei risultati si era prolungata per oltre un mese, a causa della mancanza d'infrastrutture adeguate e per l'isolamento di numerose regioni causato dall'inizio della stagione delle piogge. A fine gennaio 2002, l'alta Corte Costituzionale dichiarava che Marc Ravalomanana aveva ottenuto una percentuale di voti pari al 47% circa, contro il 42% di Ratsiraka e che pertanto occorreva un secondo turno di ballottaggio, poiché nessuno dei due aveva raggiunto la percentuale del 5O,1%, necessaria per l'elezione al primo turno. Immediatamente erano scesi in piazza, non solo i sostenitori di Ravalomanana, ma si era assistito a una partecipazione popolare senza precedenti nella storia degli ultimi 40 anni del Madagascar con la proclamazione di uno sciopero generale ad oltranza, per protestare contro i manifesti brogli nello spoglio delle schede. A furor di popolo, il capo dell'opposizione era proclamato nuovo presidente del paese. Sorpreso dalla reazione popolare, il presidente uscente Didier Ratsiraka aveva cercato dapprima di imporre la legge marziale e il coprifuoco, ma non avendo fortunatamente, ottenuto l'appoggio dell'esercito, rimasto neutrale, aveva abbandonato il palazzo presidenziale e si era rifugiato a Tamatave, unico porto internazionale sulla costa est di cui aveva bloccato l'attività commerciale e da qui, aveva dato ordini per procedere a una sistematica distruzione dei ponti che collegano la capitale al resto del paese. 


La prima conseguenza di ciò, era stata una drastica riduzione del carburante sul mercato, con conseguente salita del suo prezzo (4$/litro) al mercato nero. Persino l'aeroporto internazionale d'Ivato, in capitale era stato chiuso alla fine di Febbraio, per mancanza di carburante. 


Il costo dei trasporti aveva fatto lievitare in modo eclatante i prezzi di tutte le merci e in particolare dei generi di prima necessità come il riso, che in Madagascar è l'alimento base per la popolazione e che aveva raggiunto a giugno, un rialzo del 375%. 


Progressivamente l'economia del paese era stata distrutta con centinaia di migliaia di persone che si erano ritrovate senza lavoro. Tutti i generi di prima necessità si erano fatti "introvabili", o acquistabili solo al marcato nero a prezzi astronomici e il numero dei casi di malnutrizione era salito vertiginosamente. Nel solo mese di maggio sono stati contati 4.000 morti per fame nella capitale (quasi esclusivamente bambini e donne). 


La situazione sanitaria era divenuta insostenibile: gli ospedali praticamente non funzionavano più e si limitavano ad "ospitare" i malati senza poter fornire loro alcunché, per impossibilità a reperire medicinali e materiale sanitario.  


In tutto il paese si moltiplicavano nel frattempo, gli scontri tra i gruppi rivali con numerosi morti soprattutto tra i civili e Amensty International denunciava molte violazioni dei diritti umani da entrambe le parti. Bande armate avevano anche assalito diverse missioni, tra cui quella di Betroka, situata ad appena 80 km dal nostro ospedale d'Isoanala. Betroka è stata saccheggiata da militari inviati dal governatore locale sostenitore di Ratsiraka.  


Fortunatamente a Isoanala, dove la nostra associazione sostiene un piccolo ospedale, non ci sono stati gravi problemi poiché la popolazione locale e i suoi capi (etnia Bara), con i quali le suore Nazarene sono in ottimi rapporti, avevano fatto "scudo" compatto proteggendo altresì la struttura ospedaliera consci dell'importanza della stessa per la popolazione medesima (in questo ha certamente aiutato il fatto che nell'Ottobre 2001 avevamo salvato operandola in urgenza, la nipote del più importante capo bara della regione!). 


Questa situazione si è protratta fino a luglio 2002 quando gli Stati Uniti per primi, ma seguiti a ruota da altri paesi, avevano deciso di riconoscere formalmente il governo di Marc Ravalomanana. 


Il riconoscimento anche da parte della Francia, aveva finalmente indotto Ratsiraka da sempre sostenuto da questo paese, ad abbandonare il Madagascar. Questo aveva segnato la fine degli scontri ed il ritorno della pace. 


Al 15 dicembre 2002 si svolgeranno nuove, libere, elezioni legislative, perché questa è la condizione posta dall'Unione Africana per legittimare il potere di Marc Ravalomanana. 


Questa volta senza brogli elettorali, le previsioni sono rosee ed è data per scontata la vittoria di Marc Ravalomanana.

 

 

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