La cultura india

01/01/2008

MALATTIA E MORTE
Alcune malattie come il raffreddore, la faringite, la Tbc, l'influenza… sono riconosciute come causate da germi e pertanto suscettibili di un trattamento farmacologico. Molte malattie, invece, sono ancora ritenute un maleficio e pertanto gli indios si rivolgono non al dottore, ma al guaritore della loro comunità che è l'Arandue o Medico che significa "Colui che può fare il bene e il male".

L'Arandue (può essere donna o uomo), non è capace di per sé di curare, ma è in grado di entrare in contatto con gli spiriti benigni della natura (piante, vento, pioggia, animali,...) e, servendosi di loro, può cercare di lottare contro gli spiriti maligni che hanno causato la malattia. Se li vincono la persona guarisce. Come i "guaritori filippini" durante queste lotte contro gli spiriti, estraggono dal corpo del paziente oggetti vari (possono essere chiodi, fili elettrici o materiale organico, ecc.) che mostrano ai parenti come testimonianza del "male" presente nel soggetto. Quando il paziente è molto grave e l'Arandue sembra non essere in grado di lottare efficacemente contro la malattia, lo possono portare dal dottore. Questo spesso però si tramuta in un boomerang contro la nostra medicina: il malato ormai molto grave muore, magari dopo che gli sono state fatte delle flebo per esempio. A queste flebo è data colpa della morte stessa! Se una persona muore, i parenti abbandonano la casa dove abitava o, in alternativa, cambiano disposizione alle cose o chiudono la porta e ne riaprono un'altra in un punto diverso. Si vuole evitare così, che lo spirito cattivo, che ha causato la morte del congiunto, ritrovi la strada della stessa casa e porti via con se qualcun altro. Per la stessa paura che lo spirito maligno si accanisca su altri membri della famiglia, è difficile che al capezzale di una persona malata ci sia qualcuno che l'accudisca, a meno che il malato non sia un bambino, perché i bimbi non "fanno paura".

È probabile che questa credenza sia da imputarsi al fatto che quando si aveva o si ha una malattia contagiosa, i morti in famiglia possono essere più di uno: è quindi una credenza che nasce dalla paura del contagio. 

 

FAMIGLIA
Regolazione delle nascite: sembra che usino delle piante come agenti abortivi. Non conoscono altri mezzi contraccettivi. Tra gli Ayorei esisteva il costume di sopprimere i figli indesiderati, non nutrendoli: i gemelli, quelli nati troppo vicini a un parto precedente, quelli frutto di infedeltà o sospetta infedeltà. Nei primi due casi la soppressione era dovuta a cause di forza maggiore e cioè dall'impossibilità di nutrire due gemelli o due bimbi molto vicini come nascita. Ritengono che un bimbo divenga un essere umano solo quando inizia a ricevere il latte materno. Pertanto la loro soppressione prima dell'allattamento non crea problemi di sorta.

La fedeltà è un valore grande quando la coppia si è formata, costituita. Tra gli indios è sempre la donna che prende l'iniziativa e si propone come compagna, mai l'uomo. In genere quando la donna individua l'uomo per lei, glielo comunica, magari durante una festa e se l'uomo accetta, in genere lo stesso giorno vanno a vivere nella stessa casa (quella dei suoceri). Tra gli Ayorei è buon costume, che la donna abbia diversi uomini prima di scegliere quello per tutta la vita. Questo costume è "sfruttato" dai bianchi che usano le donne Ayoree come prostitute e dalle stesse donne Ayoree che andando con i bianchi ne ricavano soldi e regali. Esiste il concetto di famiglia allargata e c'è solidarietà con gli altri membri della comunità e denuncia per chi fa soprusi. Condannato è l'abuso sessuale e la violenza su donne e bimbi. 

 

GIUSTIZIA
Lo stato Paraguagio permette alle comunità indios di gestire le questioni di legge che riguardano la comunità. Non esiste il concetto di prigione. Chi commette un crimine è bandito dalla comunità (pena molto pesante), rapato a zero per essere additato e riconosciuto da tutti, costretto a fare lavori per la comunità stessa,….

 

IL MATE
Tutti, sia gli indios che i Paraguagi, bevono una quantità impressionante del mate diluito in acqua fredda o calda. Al mattino soprattutto, si vedono in giro persone con in una mano il tipico bicchiere per il mate (UAMPA) con tipica cannuccia (BOMBILLA) e nell'altra un termos o una banale caraffa piena d'acqua calda o fredda che versano continuamente!

 

 

 

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