Racconto di un viaggio (3)

30/11/2012

Nei mesi di ottobre e novembre 2012 è stata svolta una lunga missione con la presenza del chirurgo Marco Sanlorenzo, della biologa Anna Maria Pollono, dell’infermiera Mariangela Poma


In questo periodo la situazione politico e sociale del Paese è stata particolarmente critica, con periodi di assalti e scontri armati tra non meglio precisati gruppi definiti dal Governo quali “banditi” e forze dell’ordine, che hanno comportato molti morti (impossibile avere una stima esatta, causa la reticenza degli organismi ufficiali) da ambo le parti e hanno comportato seri problemi logistici quali interruzione delle comunicazioni via terra, grave penuria nelle forniture di carburante, severa limitazione agli spostamenti nelle ore serali e notturne, paura diffusa nella popolazione. 


Nonostante queste problematiche, la missione si è svolta senza particolari problemi e si sono ottenuti dei buoni risultati. 


La biologa Anna si è dedicata completamente alla riorganizzazione del Laboratorio Analisi e alla riqualificazione del personale, indispensabile quest’ultima attività dopo il decesso del precedente laboratorista malgascio avvenuto alcuni mesi fa. 
Si è reimpostata l’attività relativa ai prelievi, agli accertamenti fondamentali con particolare riferimento alle malattie diffuse e alle problematiche legate alle trasfusioni sanguigne. Lezioni specifiche sono state dedicate a queste tematiche e possiamo considerare ormai molto buona la formazione raggiunta dal personale stesso. 


L’attività clinica si è concentrata sui casi affetti da patologia chirurgica, poiché questa rappresenta la priorità essenziale nella regione. L’antenna chirurgica St Croix di Isoanala è l’unica struttura con un blocco operatorio normalmente funzionante nella regione, poiché le sole strutture funzionanti in tale senso si trovano a una distanza di oltre 200 km ,raggiungibili tramite disagevoli piste non praticabili tutto l’anno.


Dopo  i primi giorni dedicati alla valutazione dei vari casi giunti all’osservazione, si è incominciata una intensa attività grazie anche all’arrivo contestualmente del nuovo anestesista e all’aiuto sia dell’infermiera Mariangela sia di un infermiere (Saverio Palmeri) presente sul posto da tempo che ha partecipato con notevole sacrificio all’attività stessa.
I casi osservati sono stati particolarmente complessi poiché il personale malgascio già presente, in particolare il chirurgo dottoressa Nirina, gestisce autonomamente l’attività routinaria durante l’anno  (cesarei, ernie, addomi acuti, gravidanze extrauterine, ferite, traumatismi) mentre per le altre patologie si attende l’arrivo dei volontari italiani. 


Sono stati operati 52 individui dei quali una ventina circa composta da bambini e ragazzini con età inferiore ai 15 anni.
Questi ultimi erano affetti da severe malformazioni articolari agli arti inferiori (piedi vari) oppure da labbro leporino e gli interventi eseguiti (in diversi casi più interventi sono stati necessari sui singoli soggetti) hanno ottenuti degli ottimi risultati ricostruttivi e funzionali. 


Diverse milze giganti sono giunte in Ospedale e si sono dimostrate molto impegnative, sia per le pessime condizioni di salute dei soggetti, sia per la complessità degli interventi (in taluni casi l’operazione è durata oltre 7-8 ore). Tutti i soggetti sono stati dimessi in buone – ottime condizioni rispetto all’ingresso in Ospedale, con una mortalità operatoria-postoperatoria nulla


Sono giunti all’osservazione alcuni casi con gravissime patologie neoplastiche e si è provveduto a interventi demolitivi e ricostruttivi impegnativi ove possibile, in particolare per estesi e giganti carcinomi della cute – mucose. 


Accanto all’attività chirurgica è stata incrementata l’attività relativa alla osservazione di casi medici, poiché la nostra struttura è l’unica ad offrire un servizio di ecografia internistica, di elettrocardiografia e il laboratorio analisi accetta anche eventuali accertamenti richiesti a soggetti esterni e sono state eseguito oltre 200 ecografie, un centinaio di elettrocardiogrammi, 150 prelievi ematologici (tutte consultazioni esterne di soggetti non ospedalizzati). 


Diversi soggetti affetti da gravi asciti da S. mansoni sono stati ricoverati così come persone con patologie respiratorie, severe anemie (in tale caso si è provveduto a numerose trasfusioni), disidratazione, ecc. 


L’ottimo lavoro svolto, nonché l’elevata reputazione della struttura e del personale, la professionalità di tutti coloro che ivi lavorano, l’ottima dotazione di materiale rispetto agli standard delle altre strutture e l’affidabilità dei volontari italiani hanno spinto un organismo come Medici senza Frontiere, presente con un importante progetto di medicina di base a circa 55 km da noi, a scegliere proprio l’Antenna Chirurgica di Isoanala quale centro di riferimento per gli ammalati da loro identificati e  che necessitano di ulteriori approfondimenti diagnostici e/ o terapeutici  particolari (specie interventi chirurgici) ed è stata firmata a novembre, ad Antananarivo, una convenzione ufficiale tra Medici senza Frontiere (MSF) e Onlus H&T, validità annuale con rinnovo automatico previo tacito consenso tra le parti, che prevede specifiche tipologie di patologie che verranno trattate a Isoanala, con una attiva collaborazione tra le parti e l’attuazione di un protocollo diagnostico-terapeutico preciso e mirato caso per caso. 


Questa convenzione attesta la nostra capacità e la nostra serietà e siamo particolarmente contenti che proprio MSF abbia riconosciuto questo, rendendosi inoltre disponibile a prendersi a carico di tutte le spese e i costi per sostenere gli ammalati che verranno inviati direttamente da loro stessi presso il nostro ospedale.

 

 

 

 

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