Aggiornamenti su Madagascar e Isoanala

30/05/2015

All'inizio di quest'anno, il Madagascar è stato investito dal ciclone tropicale CHEDZA, uno dei più violenti degli ultimi vent’anni. Il ciclone ha attraversato l'isola diagonalmente, dal nord ovest al sud est, nei giorni 15-18 gennaio, con danni particolarmente significativi nella città di Morondava (costa nord-ovest), nella regione della capitale Antananarivo e nella città di Vohipeno (costa sud-est). Si sono contati circa 100 mila sfollati, dei quali ventimila in capitale e un numero stimato di decessi di circa 150-200 persone (impossibile avere una statistica reale perché molti decessi non sono stati dichiarati). 

 

Isoanala è risultata all'estrema periferia sud di questo evento climatico e fortunatamente vi sono stati solo forti venti e pioggia intensa ma non catastrofica, senza danni all'ospedale.

 

Il 24 febbraio una violentissima tempesta tropicale ha interessato la capitale e i dintorni, provocando lo straripamento di numerosi fiumi, il decesso di alcune decine di persone e circa 80 mila sfollati!

In questo caso le regioni nel sud non sono state interessate da questo evento climatico. 

 

L'ospedale St Croix sta funzionando bene con la presenza di solo personale locale: i pazienti giungono non solo dai villaggi limitrofi ma anche da molto lontano, poiché la situazione sanitaria è molto critica e le strutture periferiche sono collassate. 

 

Il nuovo medico (giunto ad Ottobre 2014) sta manifestando una notevole capacità e serietà professionale nonché doti umane e di comunicazione tali da permettere di avere ottimi rapporti con la popolazione e con il personale presente presso la struttura. 

Oltre ai numerosi interventi chirurgici, gestisce anche il servizio di ecografia, mentre per le terapie mediche si sta attenendo ai protocolli stabiliti di comune intesa, che seguono le linee formulate dall'Organizzazione della Sanità per i paesi particolarmente disagiati. 

 

Stiamo attendendo l'arrivo di un altro medico onde poter permettere adeguati riposi a quello già presente. Una nuova infermiera, inoltre, ha riattivato il dispensario di Mananovy, sito a 15 km da Isoanala, chiuso da tempo, lavorandovi lì tre giorni alla settimana, mentre negli altri tre giorni, lavora presso il dispensario sito nel centro di Isoanala e viene in ospedale per aiutare l'equipe in sala operatoria, quando vi sono casi giudicati particolarmente complessi e difficili. 

 

Con i prossimi container arriveranno gli strumenti per eseguire interventi ortopedici miranti al recupero (se possibile) degli arti inferiori (in particolar modo piedi), visti i numerosi casi che necessitano di operazioni. 

 

L'ambulatorio dentistico, situato presso il nostro Ospedale, ma completamente autonomo, sta muovendo i primi passi con la collaborazione di una equipe mobile di odontoiatri malgasci che collaborano con molte missioni e onlus. 

 

Accanto a questi risultati incoraggianti, non si può però dimenticare la drammatica situazione economico-politica del Paese.

La moneta locale ha avuto una ulteriore svalutazione del 9% (ufficiale) dal mese di gennaio, con un aumento vertiginoso della povertà causa l'impennata ulteriore dei prezzi dei generi di prima necessità. 

 

La situazione politica è caotica e pochi giorni fa, il 26 maggio, i parlamentari hanno votato, con maggioranza assoluta, la destituzione dell'attuale Presidente della Repubblica del Madagascar, Hery Rajaonarimampianina eletto l'anno scorso , accusandolo di manifesta incapacità nella gestione del Paese, di mancato rispetto della Costituzione e della separazione tra potere legislativo ed esecutivo, nonché della sua continua ingerenza e pressione sul funzionamento del Parlamento. 

 

Il Presidente, in attesa del verdetto finale che spetta all'Alta Corte Costituzionale ha rigettato tale decisione e questo ha ulteriormente scaldato gli animi e il clima politico. I militari, che avevano appoggiato manifestamente la candidatura dell'attuale Presidente e che peraltro sono anche entrati a far parte del governo ricoprendo alcuni ministeri chiave, per ora non si sono espressi in merito a questi fatti, contribuendo a un ulteriore aumento del caos politico, dove a farne le spese è sempre la povera popolazione della grande isola.

 

 

 

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